Riflessione del giorno.

Riflessione del giorno

L’altro giorno passando davanti un edicola lessi il seguente articolo “La camorra guida l’assalto ai campi rom Tutto era incominciato da una ragazzina rom di 16 anni che aveva tentato di rapire una bimba di 6 mesi nei hinterland napoletano. Da qui si scatenano le polemiche e l’attenzione dell’opinione pubblica. C’è voluto un attimo per capire il significato di quell’articolo. L’attenzione sui rom porta una maggior presenza di polizia e carabinieri in quell’area. Questo, ovviamente infastidisce il crimine organizzato che trova maggior ostacoli ai suoi traffici illeciti. Quindi è in prima linea per sgomberare i campi nomadi e non è difficile immaginare chi c’è dietro il lancio di molotov  avvernuto cointro quel campo.

Non c’è bisogno d’aver letto il libro di Roberto Saviano per capire queste meccaniche, basta semplicemente esserci nati. Anche se non vivo con esperienze dirette sulla mia pelle questo mostro che ci attanaglia, avverto la sua presenza semplicemente camminado per Napoli, osservando tutte le attività illecite che mi passano sotto gli occhi. Il giornale ieri riportava una notizia degli spari d’avvertimento sull’auto di una donna che aveva sporto denuncia, in merito ad una richiesta di “pizzo” (un atto intimidatorio per farle ritirare la denucia). La notizia era asettica, il fatto era raccontato senza aggettivi di sorta sui protagonisti. A me sarebe piaciuto che la notizia fosse stata raccontata in questo modo :   Una donna coraggiosa che ha denuciato il racket , ha subito minacce da dei bastardi cammorristi figli di puttana. La feccia di Napoli continua con la sue attività a essere la zavorra della nostra economia partenopea.”

Così vorrei che ogni articolo di camorra fosse scritto, non con una imparzialità da cronista, ma bensì con un enfasi da cittadino orgoglioso e indignato.

Credo che non accadrà mai

                                        by   Kirby 

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6 risposte a “Riflessione del giorno.

  1. Davide, non preoccuparti, le mie sono semplici osservazioni fatte su quello che mi circonda, percui la natura umana è proprio quello di cui parlo 🙂

  2. ho letto il tuo interessante e accalorato intervento sulla questione camorra e intimidazione alla donna. Tu dici che i giornalisti dovrebbero trascurare la loro (pseudo) imparzialità e scrivere con l’enfasi e la rabbia del comune cittadino.
    Ma cosa succederebbe se ogni giornalista (pseudo) facesse così?
    Ognuno si sentirebbe legittimato a dire ciò che vuole, offendere, scrivere in difesa di chi gli pare e attaccare chi gli sta sui……
    Che giornali avremmo? I lettori che idea si farebbero della società e della realtà?
    Io scrivo pseudo perchè purtroppo esistono i pseudo direttori di giornale, i pseudo giornalisti, i pseudo giornali (di partito, di politico, di qualche potente ricco) che pubblica notizie false e tendenziose, manipolate per fare contenti i propri padroni. Basta aprire qualche quotidiano e tutto ciò è putroppo reatà (ahimè). I veri giornalisti sono quelli che sanno raccontare i fatti, veri, denunciarli, avere il coraggio di trovare le schifezze che ci sono e come ci sono. Altrimenti i lettori non le verrebbero a sapere:

    Complimenti per la musica che si ascolta aprendo il tuo blog!!!
    Roberto

  3. Ora mi è più chiaro il tuo pensiero a riguardo. Certo sulla camorra, mafia, andrangheta e sacra corona unita, tutte mafie sono, andrebbe fatto di più. Anche giornalisticamente, certo. Non so se ne sei al corrente ma a Napoli lavora una giornalista che vive sotto scorta per aver scritto contro la camorra, così come fa Saviano. Si permessa di fare nomi e cognomi di delinquenti.
    Ma il problema a Napoli è molto più grave e complesso da poter risolvere solo con la denuncia sui giornali. Esiste una società napoletana malata, priva di riferimenti morali, carente di valori e molte persone non sanno cosa significa legalità e civilità. Eppure era una capitale morale, culturale un tempo. Ora non più, c’è un degrado che ha contaminato tutti gli strati della società. A partire dai politici amministratori locali e nazionali. Napoli non guarirà più. Sono stato molte volte a Napoli per lavoro e ciò che ho visto non ha paragoni in nessuna altra parte del mondo. Nascono bambini già addestrati a diventare dei fuori legge. La legge è morta a Napoli. Ma chi ha voluto questo ancora non ha pagato la pena che gli spetterebbe. Nasce nel dna che si tramanda un concetto di vita sbagliata. E chi si ribella viene ucciso. Lo Stato è infetto e non ha la cura per guarire.

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