Luna storta

Luna storta

Provo ad immaginare cosa resterà di me alla fine della mia vita. Avrò provato una serie di emozioni. Grandi gioie e forti dolori, emozioni che ciascuno avrà provato in qualche misura. Certo la vita non è solo un casellario di emozioni da riempire; paure, felicità ansie. Ma, quel mucchietto di neuroni che costituiscono la mia mente avrà un grosso bisogno di ricordi e le grandi emozioni saranno quelle che ritorneranno a galla più spesso.
Sarò alla resa dei conti come un ragioniere che traccia il bilancio della sua vita? Oppure esclamerò “Anche la mia vita è andata”. L’essere umano non corre più il pericolo di estinguersi da millenni, quindi se ora un meteorite sterminasse un intera nazione non sarebbe una grande tragedia per i restanti miliardi di individui. Immagino la popolazione umana come il tapis-roulant di una fabbrica dove sono collocati tutti gli uomini. Chi cade dai bordi muore , uno, cento, mille poco importa, siamo tanti, tantissimi non finiremo mai. Dall’alto di questo tappeto mobile vedo semplicemente essere incasinati che hanno bisogno di andare avanti per raggiungere qualcosa.
“Cosa hai fatto oggi?” . Ho letto il giornale, ho visto qualche puntata di dottor House e son andato in piscina. Molto vero? Soprattutto paragonato a chi lavora otto ore al giorno per portare avanti la sua famiglia.
La felicità è una scopo per andare avanti? In realtà oggi ho fatto quello che mi andava di fare. Ho sempre fatto quello che mi andava di fare. Anche se questo mi porterà a non raggiungere mai la felicità. Fare quello che si vuole ma non raggiungere mai la felicità, o fare quello che si vuole per raggiungere una felicità ? Che dilemma. Atroce dilemma teatrale.
Perché ci imbottiamo di film, telefilm, reality e talk show? Le nostre vite son così insulse da aver bisogno delle storie altrui per regalarci emozioni?
Perché c’è gente impazzisce per libri. Cosa ha un romanzo rispetto ad un film o ad un serial tv ? Odio chi disprezza i libri ma odio anche chi li idolatra. Ci son tante ciofeche di libri che non valgono la metà di un buon film.
Sono troppo piegato su me stesso , questa è la verità, come il pupazzetto malconcio di alcuni video dei Tool, la trasposizione del mio ego è racchiusa in quella figura emblematica.
Cazzo un anno senza calore ti segna proprio, soprattutto quando ti svegli all’alba da solo.
Cosa farai oggi?”   “ Viviseziono la mia anima per sfuggire la realtà.”

By Kirby

Rumori consigliati : Sober By Tool
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9 risposte a “Luna storta

  1. Hai bisogno di un lavoro, per prima cosa.
    Riempie le giornate e scaccia la malinconia.
    Anche se a volte fa incazzare o sudare.
    Anche se a volte devi scendere a compromessi.

  2. E poi hai bosogno d’amore.
    Ma un lavoro è piu’ semplice da trovare, credo.
    Esci, manda curriculum ovunque, rompi il cazzo a tutte le troie che lavorano nelle agenzie per il lavoro.

  3. La felicità è uno scopo per andare avanti? Cos’è la felicità? Bella domanda. Giusto un paio d’anni fa me lo chiedevo su un forum di amici che per varie ragioni sono scomparsi.

    Gli epicurei dicevano che il fine di vivere è raggiungere il piacere, con cui loro identificavano la felicità; però parlavano di piacere "catastematico", cioè fermo, continuo, senza interruzioni o sbalzi dovuti al momento, alle singole esperienze della vita, un piacere che non sia "dinamico". E questo tipo di piacere lo raggiungevano, o almeno cercavano di raggiungerlo, anche evitando d’incorrere in un piacere che poi comporti dispiacere.

    In fondo credo che sia un bel modo di pensare. Anche se questo non assicura affatto il raggiungimento del piacere duraturo, e perciò della felicità, è pur sempre un modo per organizzare le proprie aspettative, in cerca di punti fermi e sicuri, anche se magari apparentemente non grandi quanto si vorrebbe. 

    Ecco, forse loro davvero cercavano di spezzare il piacere dal desiderio, per quanto il desiderio, come diceva Platone, resta sempre il motore delle azioni degli individui. Il desiderio non porta alla felicità, che forse per sua natura è fuori dalla portata di ogni persona, ma la felicità sta nel ritagliarsi il giusto spazio e la moderata considerazione di ciò che deve essere per noi il piacere.

    Eppure l’uomo è in continua ricerca di sè, e di quella parte di sè che gli manca, e il movimento che provoca questa ricerca lo rende un animale per sua natura malato di un’infelicità che nessun farmaco epicureo può curare.

    Essere uomini significa anche questo: accettare la propria condizione di esseri viventi, condannati naturalmente ad essere infelici, e, nonostante ciò, resi forti dalla conoscenza delle proprie debolezze, perchè in fondo la conoscenza di sè è la realizzazione della propria felicità.

  4. Il nome del mio blog è ispirato ad un film spagnolo dal titolo appunto "apri gli occhi", nel corso del film una ragazza chiede al protagonista "che cos’è per te la felicità?"; la felicità ognuno di noi la può trovare ovunque, sempre se la vuole trovare, sempre se si vuole essere felice piuttosto che continuare a domandarsi e/o dannarsi, come hanno fatto milioni e milioni di persone prima di noi, sono dunque vivo…o qualcosa del genere! La felicità non dipende da quello che viviamo, o da quello che pensiamo, ma COME viviamo e pensiamo. Siamo noi la differenza della nostra felicità!
     E per te? Che cos’è per te la felicità?

  5. Non stò qui a snocciolare le teoriedi filosofi che per altro non conosco, si rischierebbe di perdere contatto con la realtà .. La felicità è secondo me uno stato di benssere protratto per giorni e giorni.  Non sono qui per mirarare ad essa ma mi accontento di non raggiungere l’infelicità 

  6. scrivi benissimo, questo te lo detto sempre…! quel che ho capito cmq, e che non sai come riempire le tue giornate… ci sarebbe bisogno di un lavore e di un amore stupedo, e allora sarai cosi felice che le giornate ti voleranno senza che ne rendi conto!… tu, come me, hai bisogno di emozioni .. emozioni da ricordare x tutta la vita..!!! speriamo bene dai.. un bacione

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