E' stata pubblicata l'antologia "Storie a mezzogiorno". Tra i racconti c'è  "il miracolo di San Gennaro" . E' stato il primo racconto che ho postato su Racconti-metropolitani.  Non diverrò mai uno scrittore, però una soddisfazione c'è la siamo tolti

Il miracolo di San Gennaro

Antonio era poggiato alla ringhiera del balcone di casa sua. Tutte le sere ammirava il caos della città.
Oggi Napoli è in festa; San Gennaro aveva fatto il miracolo.
Da quella postazione poteva ammirare il porto, così solitario dopo il tramonto, il flusso d’auto sconclusionato, autobus e automobilisti furbi che utilizzano la corsia preferenziale, persone che aspettano alla fermata il tram, prostitute che aspettano clienti, qualche coppietta stretta per mano,qualche barbone stretto al suo cartone.Riusciva a vedere anche un semaforo,sprovvisto di lavavetri e venditori ambulanti,perché poco rispettato dagli automobilisti.
L’immagine cui era più legato era il golfo di Napoli in notturna con il mare che andava ad immischiarsi col cielo stellato. A volte il mare era illuminato da alcune barche,in modo da far confondere ulteriormente cielo e mare. A tutto ciò Antonio era molto legato.
Il nostro conduceva una vita tranquilla avvolta nella monotonia di tutti giorni,ultraquarantenne,lavoro alienate,moglie insipida,senza figli,senza animali,pochissimi amici,eppure quella visione serale gli faceva dimenticare tutto;aveva sempre pensato che sarebbe morto guardando il panorama dal quarto piano di casa sua;durante il sonno di sua moglie lui avrebbe lasciato questa vita così com’era venuto,in silenzio (infatti era sordo-muto).
Tutto ciò fino a quando non è arrivata la lettera di sfratto.La casa era pericolante,era necessario sgomberarla è abbatterla.
“bella scoperta,si è sempre saputo. ”pensò Antonio. “Ma non ci sono mai stati fondi per le famiglie di sfrattati”. “Quindi ogni volta che si cercava di far sgomberare finiva tutto in una bolla di sapone”.
Purtroppo quest’anno i soldi c’erano. Risultato?
Con i soldi dell’esproprio, ed i prezzi delle case alle stelle, poteva permettersi soltanto una casa in condominio privo di qualsiasi panorama paragonabile al suo. Già, ormai quello era il suo panorama apparteneva alla sua vita e avrebbe voluto portarselo con se .
A poche settimane dalla scadenza era avvilito,aveva provato tutto ciò che era in suo potere (poco),l’ultima spiaggia era stata di rivolgersi a San Gennaro,come tanti altri napoletani.
A San Gennaro ci rivolge per grazie di tipo diverso;far guarire un parente caro,un terno al lotto,trovare un posto di lavoro.La richiesta d’Antonio era anomala,poter ammirare quel panorama per tutta la sua vita,si evidenziava rispetto alla massa;forse per questo motivo il santo cercò di accontentarlo.
Quella sera Antonio proseguiva la sua attività di contemplazione,sua moglie era come suo solito già andata a dormire.Pian piano Antonio iniziò a sentirsi stanco.
“strano”,pensò,”Forse sarà stato il vino di stasera”.I suoi occhi iniziarono a chiudersi,prima di fare qualcosa, gli venne un cerchio alla testa,ed ebbe la sensazione di svenire.
Riaprì gli occhi dopo un periodo imprecisato;era ancora notte,il panorama era sempre lo stesso;ma aveva la sensazione di vederlo diversamente,come se osservasse da un'altra angolazione.Si sentiva diverso,portò le mani alla testa,ma non riuscì a farlo,era per così dire impacciato.Si accorse d’avere ali bianche al posto delle mani,zampe al posto dei piedi.Si voltò di scatto;le lastre del balcone riflettevano un gabbiano invece della sua sagoma.
Chi può conoscere i pensieri di un gabbiano,figuriamoci quelli di un uomo trasformato in un uccello.
Alcuni sarebbero spaesati,altri impauriti,altri ancora meravigliati.
La gioia,la felicità,l’entusiasmo c’era nella testa di quel gabbiano.
Non solo poteva ammirare quel paesaggio,ma poteva far parte di lui.
Provò anche ad emettere qualche suono,ma il suo handicap era rimasto.
Allora,senza indugi si lanciò da quel balcone del quarto piano;precipitò per alcuni metri ,spiegate le ali riprese quota e con andamento incerto si mosse verso il suo panorama.
“San Gennaro aveva fatto il miracolo”,pensò il gabbiano.La stessa cosa la pensò Edoardo,quando allo scoccare della mezzanotte,insieme ai suoi figli,posizionatosi nel porto fece partire un razzo verso il cielo.
Sicuramente quel gabbiano non aveva sentito il fischio del razzo,o forse era distratto da altre cose;il fatto è che fu colpito ad un ala. Precipitò al suolo miseramente poco più avanti e fu facile preda di qualche randagio.
Mentre Edoardo si ritirava a casa,a Napoli era un altro giorno.

      By Kirby

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