Un racconto

Vacanze greche

Michela e Gloria. Due pazze scatenate alla riscossa sono pronte per avventurarsi alla volta delle spiagge greche per trascorrere le loro vacanze.
– Tu porta la macchina fotografica che io mi occupo delle creme solari. Dice Gloria
– Secondo te dobbiamo portarci qualcosa per il mal di mare? Gli chiede Michela
– Ma cosa dici, un paio di birre e il viaggio passa in fretta, poi magari si incontra con cui trascorrere il viaggio sula nave. ..
Risero entrambe stupidamente.

Erano sul ponte della nave in rotta per le isole greche
“Ti piacciono i miei occhiali da sole?” Disse Michela tirando fuori dalla borsa un astuccio con la sua nuova montatura “ Li porse all’amica che li guardo dicendo “Sono bellissimi, qualche volta devi prestarmeli “, poi li indossò con fare da diva.
Si sedettero sul pontile a leggere libri e tra una pagina e l’altra si guardavano in giro .
Il sole era alto e Michela si lasciò cullare dalle onde e si abbandonò completamente alla lettura. La brezza le soffiava tra i capelli in modo dolce e stava quasi per prendere sonno, quando una gomitata di Gloria la svegliò.
“Guarda là, quella comitiva, ci sono un paio di elementi interessanti”
La ragazza si tolse gli occhiali per guardare meglio e rimase estasiata.
“Oddio, ho visto l’uomo della mia vita” disse Michela emozionata.
“Quale, quale?”
“ Quello con la barba e lo sguardo truce” .
“Resta da capire se là in mezzo c’è la sua ragazza”.
“Andiamo, andiamo”. Gloria prese per mano l’amica e letteralmente la trascinò in mezzo alla comitiva.
“Scusate ragazzi avete da accendere?” Domandò Gloria ai ragazzi, mentre Michela guardava ammaliata il tizio che sembrò notarla.
Subito dopo si sentì di nuovo trascinare per la mano dall’amica che la portava lontano dal gruppo.
“Bene, l’amo è stato lanciato; la nave è piccola ci rincontreremo sicuramente”.
Come previsto, più tardi, mentre erano al bar ricomparve proprio “l’uomo dei sogno” che si avvicinò .
Michela sbiancò in viso. “Visto che ti dicevo” sussurrò Gloria sghignazzando.
“Guarda chi si rivede” disse lui.
Cominciarono a parlare ,poi d’un tratto Gloria si defilò dicendo “Vado in bagno”.
Iniziò a girare per la nave
“Dov’è la tua amica?” Gli domandò la ragazza visibilmente agitata.
“Non lo so”
“Se la scopro con il mio fidanzato la massacro di botte” Andò via senza voltarsi
“Merda” Pensò Gloria e corse a cercare l’amica.
Tornò al bar ma loro non c’erano più, provò a telefonarla sul cellulare ma non rispose.
Il panico s’impadronì di lei e vagò su e giù per la nave.
Quando senti delle urla capì di averla trovata, la fidanzata gelosa stava per saltarle addosso. Gloria dovette trascinarla nuovamente via,mentre erano inseguita da una iena urlante.
Si rinchiusero in una cabina trovata aperta, si guardarono in faccia e scoppiarono a ridere.

***
Per prima serata in terra greca era d’obbligo una visita per locali.
Le due ragazze erano imbarazzate dall’ampia offerta di seducenti locali che c’erano sul lungomare. Alla fine propesero per un insegna al neon blu fluorescente che ipnotizzava i passanti; il Copacabana. Il locale aveva un allestimento anni simili anni 50: tavolini, pista da ballo, bancone bar, tutto aveva uno squisito gusto retrò. Abbastanza affollato di gioventù che faceva a gara per mettersi in mostra, conoscersi e sedursi. La musica era Lounge , rilassante, rendendo l’atmosfera molto accogliente.
Nemmeno il tempo di orientarsi che un paio di ragazzi alti e biondi e carini si avvicinarono alle amiche.
“Hi, wanna drink with me? “
“Cazzo ha detto questo?” Disse Michela
“Non lo so però è bono , rispondi si” Disse Gloria.

Al bancone del bar c’erano un altro paio di ragazzi che sorseggiavano birra. Uno di loro attirò l’attenzione di Michela e rimase a fissarlo .
“Cosa prendi? Offrono loro” Gli domandò l’amica
“Non lo so, fai tu,l’importante che sia alcolico. Sono impegnata ora” Rispose.
Mentre Gloria si intratteneva con gli inglesi lei si estraniò per guardare lo sconosciuto . Le fu messo davanti un cocktail arancione con ombrellino e cannuccia che iniziò a bere distrattamente,mentre si perdeva nei suoi pensieri, finche lo sconosciuto si accorse di lei.
“Cosa stai bevendo?”
“Ah non lo so, mi è stato appena offerto” Sorrise innocentemente “L’importante è bere”.
“Saggia affermazione, tu si che hai capito il senso della vita ” Rispose lui compiaciuto, poi si presentò “Piacere sono Umberto e lui è Guido”.
“Piacere Michela” .
Guido aveva il Piercing al labbro e Umberto una barba prospiciente, furono questi i dettagli che notò dei due. Rimasero a parlare per un po’ di tempo i tre,nel frattempo la ragazza fece fuori un altro cocktail, questa volta offerto da Umberto ; e i suoi sensi e percezioni cominciarono a dilatarsi. Poi Gloria richiamò la sua attenzione
“Michela fammi compagnia,devo andare in bagno”.
“Va bene” Le due ragazze si alzarono.
“Ho fatto centro questa volta” Esordì Gloria mentre si allontanavano.”Quei due credo siano americani e ci hanno inviato sulla loro barca stasera”.
“Non credo voglio venirci ora”
“Dai quando ci ricapita una crociera in barca di notte”?
“non mi va” Rispose
Uscirono dal bagno e videro i ragazzi americani sulla pista da ballo che fecero cenno di raggiungerli.
“Sicura di non volerci ripensare?
“si, ora voglio lui” disse Michela “Mi sono fissata”
Lasciò l’amica e tornò da Umberto. Gli si avvicinò sorniona e ammaliante, sfoderando il suo miglior sorriso.
Lui la osservò divertito e continuava a fissarla negli occhi. Lei si mise a giocare con il ciondolo che aveva al collo,avendo l’accortezza di poggiarsi con tutto il suo corpo su di lui. Le mani di lei scesero lungo il busto e arrivarono sulla cintura, fece il gesto di sbottonarli, poi la rimetteva al suo posto, sempre sorridendo maliziosamente. Lui le sfiorò il viso con la mano, e poi si avvicinò per con le labbra per darle un bacio. Michela chiuse gli occhi e rimase in attesa. Le labbra di Umberto si posarono sulla sua fronte in un gesto fraterno. Lo stupore si disegnò sul suo volto, poi andò via.
Ritornò dall’amica leggermente delusa e scocciata, ma non era nulla in confronto a quello che provò poco dopo. Gli americani andarono via e le ragazze rimasero da sole . Gloria richiamò la sua attenzione “Guarda un po’ lì’”. Si voltò e vide Umberto mentre baciava il suo amico in modo osceno.
“Che stronzo” commentò laconica.
***
Quale posto migliore per trascorre una giornata calda se non la spiaggia. Un bagno in mare, abbronzarsi al sole ,osservare gli uomini, scambiarsi sguardi ammiccanti coi passanti, risatine insulse, chiacchiere ,una canna per snocciolare il tempo. “Sembra di essere in una pasticceria , dobbiamo solo scegliere” ammise Gloria
“Ehehe . Perché mai scegliere” replicò l’amica “una volta uno, una volta un altro e si accontenta tutti” Sorrisero entrambe complici .
Un gruppo di ragazzi che arriva si posiziona strategicamente con gli asciugamani vicino le due ragazze.
In men che non si dica già erano all’approccio. Quattro ragazzi italiani in cerca di emozioni. Tra cui spiccava Fabio un giovane aitante con le spalle enormi che aveva gettato gli occhi sulla piccola Michela.
Il gruppo si ridiede appuntamento la sera al bar in piazza.
Prima di uscire per serata le ragazze si tirarono a lucido, doccia, shampoo, profumi, intimo, vestiti provocanti, accessori, borsette, scarpe e pacca di incoraggiamento sul sedere.
Quella sera l’alcool e l’erba scorsero a fiumi. Fino a raggiungere quello stato mentale effimero, dove i pensieri sono accompagnati da un piacevole ronzio in testa, tutto sembra più rilassante, le persone son quelle giuste, e si prendono decisioni con maggior leggerezza e in allegria..
Facile pensare che la mente la percepisce come un esperienza onirica, con i bordi sfocati, e tutto diventa chiaro a tratti. L’uscita dal locale sotto il braccio di Fabio, L’ingresso nell’albergo, salire alcuni gradini, vedere Gloria entrare in una stanza , Fabio che ti porta nella sua camera, la caduta sul letto…
Così’ Michela si ritrovò distesa sul letto, mentre lui era seduto e la guardava dall’alto. Si tolse la camicia e mostrò la sua mastodontica muscolatura abbronzata. “Finalmente” pensò lei. Mise le mani sul pacco e aprì la cerniera per infilarsi dentro i pantaloni. Cominciò a tastare le mutande la mano e senti che era ancora moscio. “Adesso ci penso io“ mormorò ancora intontita dall’alcool. Si alzò e gli sbottonò i pantaloncini per tirarlo fuori , poi diede inizio con la sua tecnica orale di cui andava tanto fiera.
Andava su e giù con la bocca e sentiva i suoi mugugni di piacere farsi sempre più intensi, quando avverti qualcosa di duro in bocca si staccò.
“Oddio non ero mai stato così eccitato prima d’ora” esclamò lui entusiasta. Michela abbassò lo sguardo e vide qualcosa che non andava. Quella montagna d’uomo non poteva certo definirsi virile con quell’erezione di un bambino di 10 anni pensò. Avrebbe tratto più giovamento da una ripassata con le sue dita. Nonostante tutto lui la montò; era troppo in balia dei fumi dell’alcool per opporre resistenza e lo lasciò fare. La montagna cominciò a muoversi ma lei non provava nessuno piacere anzi, il peso dell’omone comincia ad asfissiarla, la schiacciava e il senso di disagio cresceva. Un toro ansimante che si agita su di te può essere un esperienza poco piacevole , soprattutto se comincia a girarti la testa.
“Fermati, Fermati” urlò.
“Cosa?” Disse lui
“Non mi sento bene, devo prendere una bocca d’aria”.
Lasciò lo sfortunato casanova sul suo letto e in un completo stato di disorientamento si rivestì alla bell’e meglio e usci fuori dalla stanza.
Vagò per l’albergo barcollando, in cerca della stanza della sua amica. Avanzò nella penombra tutta intontita , sembrava una malata che vagava nel corridoio di un ospedale in preda al delirio. Bussò ad una porta e chiamò l’amica. “Gloria, Gloria” ma nessuno rispose. La colpì una forte emicrania che la costrinse ad accucciarsi a terra portarsi le mani alla testa . Dopo un tempo che sembrava interminabile ritrovò la forza di rialzarsi e cercare nuovamente la stanza. Avanzò ancora un po’ e bussò nuovamente.
“Gloria” disse debolmente, pensando che forse avrebbe vomitato. Bussò ancora.
Si aprì la porta e comparì l’amica semi svestita. “Cosa è successo?” Domandò allarmata.
“Niente, un casino, non è successo niente, un casino “ Rispose Michela in stato confusionale. “Andiamo via, torniamo a casa” aggiunse.
“Possibile che combini solo guai?” Rispose Gloria, poi voltò e si rivolse a chi era nella stanza. “Scusa la mia amica non sta bene devo riportarla a casa, chiuse la porta alle spalle e prese l’amica sotto braccio.
“Mai più” disse riacquistando lucidità “Mai più in Grecia , in questo paese di finocchi e impotenti”.

  By Kirby
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2 risposte a “

  1. Cosa volevi comunicare con questo racconto, il tuo odio verso la Grecia? O l’ossessione di queste due che come un po’ come gli uomini credono che andare in vacanza in certi posti porta sicuro cambiamenti nella loro vita sessuale?

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