(Racconto dai contenuti espliciti)

Sex Trip

Aveva cosparso tutto il suo corpo di una leggera sostanza allucinogena, poi completamente nuda si sdraiò sul letto e sussurrò : “Prendimi”.
Avidamente avanzai come una tigre verso un antilope ferita. Poggiai le mani sul letto e sporsi il viso verso quel corpo luccicante . Lei mi osservava sorridendo e si inumidì le labbra con al lingua. Con un balzo ero al suo fianco a baciarle il collo; per tutta la risposta si voltò per offrirmi il fianco . Afferrai il suo succulento collo e stimolavo la sua pelle con la lingua. Cominciai ad assaporare la droga che pian piano stavo assumendo.
Mugugnava approvando le mie azioni. La mia mano scivolò sul suo corpo stringendolo a me. Gli donai la mia bocca: fu un vorticoso strusciare di lingue saliva e passione.
A quel punto i sensi si alterarono sempre più. Passai ad attingere al suo seno. I capezzoli sembravano impallidire fino a sbianchirsi, mentre all’opposto le tette erano diventate purpuree. Alzai lo sguardo e tutto il corpo assunse una colorazione violacea,  le labbra invece rosse con sfumature nerastre. Abbassi la testa fino alle cosce e sembrò di sprofondare, ero come se il mio corpo  fosse stato risucchiato  da carne liscia e profumata. Leccavo, mordevo e succhiavo qualsiasi cosa fosse e dentro la mia testa una voce di donna ansimava e gemeva come non avevo mai ascoltato in vita mia. Dopo un tempo interminabile riuscii a liberarmi di quella presa mortale, mi posi in ginocchio per respirare la stanza era scomparsa , pois colorati e intermittenti mi circondavano. Nella mia testa c’era sempre questo “Prendimi Prendimi” che echeggiava.
Una sensazioni di calore  in mezzo alla gambe , abbassai lo sguardo e vidi il mio cazzo duro e ritto che ondeggiava come un serpente. Aveva una vita propria pensai.
Due gambe di donna si avvolsero da sole intorno al mio corpo . Era di nuovo lei ,pensai, era tornata per farsi scopare da me. Tutta via il mio corpo era privo di forze, così ci pensò il mio pitone infuocato a strisciare fino alla passera vogliosa.
Agilmente la penetrai e tutto il suo succo d’amore m’avvolse.
Ero immobile,  godevo e godeva lei; sentivo quel corpo fremere sotto i colpi del cazzo. Avvertii una tale piacere da godere in pochi minuti, poi il buio mi avvolse.
Chiusi gli occhi e c’erano ancora luci colorate, li riapri e vidi il suo viso. Era a cavalcioni su di me a godere, su e giù, mi stava usando pensai. Come se il mio corpo fosse un enorme giocattolo sessuale. Avevo la testa sul cuscino e osservavo immobile il suo ombelico che si dimenava, posi le mani intorno ai suoi fianchi; uno fischio nelle mie orecchie e quel corpo che stringevo perse colore, divenne il ritratto di un pittore, un corpo vuoto delimitato da linee di china.
La mia mente era distante mille miglia da quel luogo, eppure sentivo lei godere e ansimare,  il suo corpo s’avvicinava all’orgasmo, una forte scarica elettrica che dal basso attraversa la spina dorsale e arriva fino in cima e fa perdere i sensi.
Apri la bocca vuoi gridare e sei senza fiato.
Fu un attimo.
Silenzio.
Poi il buio ci inghiottì.   

By Kirby

"Vorrei un urlo che spezzi e squarci il mare,
poter essere trascinanato a fondo nell'oblio,
remare nell'incendio di pensieri,
soffocare e dissipare una montagna.
Vorrei un grido di gioia,
perdere la vita per il troppo riso,
sciogliere il fuoco,
spegnere la neve,
sognare te".

Rumori consigliati:  La cover "Urlo negro" di Mike Patton
 

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