E’ in casa Bubu – Recensione demo

Wikipedia definisce il Thrash metal come un genere estremo dell’heavy metal, dal ritmo veloce e aggressivo, con testi che si occupano di questioni sociali, usando un linguaggio diretto e denigratorio.
Ecco, tutto questo ha poco a che vedere con gli “è in casa Bubu?”. Possiamo definirli un gruppo Trash stoner, senza h, ovvero stoner spazzatura.
Dal titolo della loro demo (Zoccolai in passato) si capisce che nulla è lasciato al caso. L’intro è la storia di Amedeo e Amida ; la metafora della vita in chiave fecale che inizia con la frase “Voglio fare la cacca nel tuo culo”.
Poi inizia la giostra con chitarre,basso e batteria che fanno il loro sporco dovere. Ottimo stoner che richiama alla mente locali piccoli, fumosi e pieni di gente che urla e salta come fosse l’anticamera del’inferno. Questo sarebbe la band senza l’elemento che li contraddistingue, ovvero il trash.
Espressioni nonsense , testi improbabili e battute cinematografiche sono quelle che canta e urla la ruvida voce del Vocalist.
“Tu lo sai, sei una mappina”. “Rubo i bicchieri dai tavoli e te ne puoi accorgere solo dal colore delle mie palle”. “Cinque per cinque fa venticinque”.
Sono alcune delle frasi che si possono ascoltare durante la demo. Un profano potrebbe pensare a un incrocio tra Squallor e un gruppo punk. Ma quello che non vedrebbe è il bagaglio di napoletaneità che si porta dietro la band. Da Totò a Lello Arena, passando per tutta la comicità napoletana degli anni 80 e 90. Citazioni su citazioni che solo un appassionato potrebbe cogliere tutte.
Tra un intermezzo del maestro Gennaro D’Auria e la bestemmia del cantante rivolta al fonico, la demo scorre veloce come una bottiglia di Jack tra amici.
Il mio consiglio per il loro futuro è di puntare su quello che gli riesce meglio, ovvero la strada del citazionismo cinematografico e non.
Infatti, la canzone migliore riuscita è quella che chiude la demo (Casa Signoriello), in cui sono riprese battute del film “No grazie, il caffè mi rende nervoso”, rimaste negli annali. Resa in traccia, in modo magistralmente ossessivo, dalla ripetuta sovrapposizione della voce.
“Tenete una sigaretta”?
“Nun ci scassate il cazzo, sto parlando con Nicola ”.

 

P.S. Un consiglio, chiudete in casa figlie e fidanzate che il loro tour è in atto

                    By Kirby

  

 

 

 

 

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2 risposte a “E’ in casa Bubu – Recensione demo

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