Biglietti, prego

Per il progetto “le città visibili” è stato publicato il libro ImmagiNapoli,in cui ho scritto il seguente racconto

Biglietti, prego

Alberto, impiegato milanese, stava trascorrendo per la prima volta le sue ferie a Napoli; ospitato da Pasquale, un suo collega oriundo partenopeo. Arrivata la sera, dopo una giornata trascorsa, in giro per la città, in compagnia dell’amico, gli chiese: “ Pasquale, è vero che a Napoli nessuno compra i biglietto dell’autobus?” .

L’amico con naturalezza gli rispose “Certo, è verissimo. Se sei curioso possiamo farci un giro”.

Comprarono un biglietto dell’autobus e salirono sulla linea R2, quello che parte dalla stazione di Napoli e arriva nelle vicinanze di piazza Plebiscito. Marcarono il biglietto e presero posto in fondo al bus. Alberto guardò un po’ i passeggeri e vide un campionario di varia umanità. C’era la signora distinta, il marocchino con la sue bancarella portatile, il pensionato che ha sempre da ridire su tutto, un paio di bambini che ascoltavano musica con un ipod, un giovane che per noia giocherellava con un mazzo di chiavi, un gruppo di studentesse che discuteva. Arrivati al semaforo il veicolo si fermò, si spensero le luci e si udirono una serie di tonfi provenire dal tetto. Poi, come nelle migliori operazioni dei NOCS, dai finestrini si calarono con delle corde, quattro uomini armati di torce e obliteratrice, e urlarono:”Fermi tutti, questo è un controllo”.

Fu il delirio; gente che urlava in preda al panico, chi provava a scappare dal finestrino, chi si nascondeva sotto al finestrino. La distinta signora si mise a carponi a miagolare. Quando il controllore le disse “prego signora esibisca il biglietto”. Lei senza scomporsi disse “non sono una signora, sono un gatto, MIAO MIAO”. Il marocchino invocò la convenzione di Ginevra e si proclamò rifugiato politico. Il giovane prese in ostaggio Alberto e urlò :”Se non mi lasciate andare, gli perforo una guancia con questa chiave”

“Stai calmo, non fare sciocchezze” rispose uno dei controllori. Il giovane fu circondato dai quattro che gli puntavano le obliteratrici contro, minacciandolo di bucargli il lobo dell’orecchio. Il vecchietto brontolone, approfittando della distrazione generale iniziò una colluttazione con l’autista perché voleva dirottare l’R2. Dopo aver preso il controllo avvio il motore e partì. “Dove stiamo andando?” chiese una vecchietta

“ A Cuba!” Rispose lui “Bene, ho mio nipoti là, così posso andare a trovarlo” rispose lei senza scomporsi. La situazione era disperata,i controllori tesi come corde di mandolino, Alberto tremava dalla paura; quando ad un tratto il bambino col cappello si alzò dalla sedia, fece uno scatto e con un salto all’indietro scavalcò il controllore poi con un calcio volante disarmò l’uomo con le chiavi. L’altro bambino si appese alle maniglie del autobus e dondolandosi come fossero delle liane avanzò fino al dirottatore e con colpo alla nuca lo tramortì, poi prese il controllo del autobus per farlo fermare. La situazione torno sotto controllo; si scopri poi che i due bambini erano il realtà nani in borghese che lavoravano per la società di trasporti. Quando uscirono dal autobus; Alberto era sconvolto: “Questo è un manicomio” strepitava.

“Quando mai, sei il solito esagerato, era un piccolo battibecco” rispondeva con calma l’amico.

“Ma ho rischiato la vita per un biglietto dell’autobus”

“Sono le solite sceneggiate napoletane tutto qui”

“Il ritardo accumulato, la deviazione di percorso non capisco come gli utenti possano subire certi disagi e tacere”

“Perché ora abbiamo il biglietto vidimato dal controllore; grazie al quale otteniamo diversi privilegi per tutta la giornata. “Che tipo di privilegi?” “Tutti gli uffici pubblici sono tenuti a riaprire nel caso il possessore del biglietto si presenti in ritardo allo sportello, una corsa in taxi gratuita;ì, precedenza al pronto soccorso, , un caffè al bar o in alternativa una sfogliatella calda, un ingresso al cinema e un assicurazione sulla vita.

“La nuova campagna anti evasione sta producendo degli effetti straordinari”

“Davvero?”

“Sai qual è il motto della campagna?”

“No”

“Un biglietto ti allunga la vita”

By Kirby

http://bookfactorynapoli.wordpress.com/

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