Lo specchio dell’anima

 

“Ho preso un anno di pausa dallo studio per trovare me stesso”. Ascoltai questa frase durante un episodio dei Robinson quando ero piccolo ed è rimasta dentro di me. È tornata diverse volte a galla tra i miei ricordi. L’ultima volta qualche giorni fa, tra le chiacchiere alcoliche con un amico.

Prima di ritrovare se stessi, bisogna capire cosa vuol dire essere “se stessi”. Immaginiamo che io compia azioni che non sognerei mai di fare, come colpire una donna, andare in discoteca ogni fine settimana, lavorare come agente immobiliare. Per una qualsiasi ragione potrei ritrovarmi a compiere queste azioni. Potrei star male nel farle, sentirmi a disagio, farle nel modo sbagliato ma posso affermare «Non sono me stesso»? In fondo quelle azioni le compio davvero. Nessuno mi costringe a farle eppure in preda un litigio furioso potrebbe sfuggirmi uno schiaffo, o per amore seguire una donna che frequenta la discoteca o in preda alla crisi economica provare il lavoro di agente immobiliare.

La questione complicata è far capire che ci sono sempre le alternative anche quando la vita ti sembra un vicolo cieco. Fuggire dal litigio prima che la rabbia raggiunga il punto di non ritorno, rinunciare all’amore di una ragazza, o preferire di vivere di elemosina. Questo vuol dire per me essere se stessi. Essere liberi di compiere la propria scelta. Posso scegliere di assorbire le spinose conseguenze per una scelta.

Chiarito questo, posso passare a “trovare me stesso”. A questo punto occorre la massima sincerità (barare è solo fuorviante). La parte più difficile è trovare i propri pregi e i propri difetti, il proprio grado di autostima, di orgoglio, di umiltà e di egoismo.

Per trovare queste risposte non occorre un anno di meditazione in un tempio buddista. Basta semplicemente vivere, sperimentare, luoghi, situazioni, persone; e non aver paura di chiudere porte insoddisfacenti per aprirne di nuove. Il punto di partenza può essere qualsiasi, un sogno, un desiderio, una seduta dallo psicologo, un libro, le attività scolastiche, un ricordo piacevole…

Il segreto è scoprire quali sono quei momenti di serenità, felicità e soddisfazione della mia vita e cosa fare per continuare ad averli . Capire la scala di valori, l’importanza di amore, amicizia, famiglia e lavoro nella propria vita. Solo così posso affrontare le scelte, accettare scomodi compromessi o rifiutare un amore in nome del mio essere.

Il mio punto di ebbrezza più alto è usare la creatività e l’intuito da questa certezza creo la mai vita, ma siamo esseri mutevoli, quindi domani chissà.

By Kirby

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