Ingenuità bambina

L’altro giorno vidi la pubblicità di un’associazione che promuoveva le adozioni a distanza di bambini indiani. Bambini poveri e malnutriti, la visione che mi ha sempre accompagnato da quando sono nato.
Alla vista di quella pubblicità, un pensiero gretto e cinico ha attraversato la mia mente. “Perché devono essere gli italiani a pagare il cibo per i bambini indiani?”
Sia chiaro, non sono contro la beneficenza, anzi, ma la mia mente ha percorso una serie di tappe che mi ha portato a questo pensiero.
L’India non è più il paese povero di trenta anni fa. L’India è all’avanguardia di tecnologie. L’India è all’avanguardia di università. L’India è un paese in via di sviluppo che macina crescita economica.
Non c’è bisogno di dirvi quali sono le condizioni attuali del nostro paese. “Sull’orlo del baratro” è una delle ultime definizioni che ho letto in una trasmissione. Eppure sono gli italiani che ricevono la pubblicità sulle adozioni e non il contrario.
Ho memoria della mia infanzia in merito ai bambini del terzo mondo. Gli adulti ne parlavano spesso, soprattutto se facevi i capricci col cibo o altri sprechi. Anche allora c’erano pubblicità per donazioni, fatte di musiche e immagini tristi. Ricordo Madre Teresa di Calcutta vicino ai poveri. Ricordo il bambino africano che ci fece adottare il professore di religione, il cui nome si pronunciava “Cham sou din”, ricordo la sua foto e la lettera di ringraziamento scritta dalla madre.
Mi dicevano che il terzo mondo era l’Africa; poi studiando geografia scoprivo che questo continente era pieno di giacimenti preziosi. Nella mia innocenza non potevo capire. Pian piano scoprivo tante cose, dai paesi sottosviluppati a Jovanotti che voleva cancellare il debito fino ad arrivare a oggi.
L’India, un sistema economico in ascesa dove i bambini muoiono di fame. Un economista del paese dice che uno su cento si arricchisce e gli altri rimangono nella povertà.
Non sono una persona che va predicando concetti antichi di comunismo; ma una Stato deve provvedere ai beni primari, e offrirli a quella parte della popolazione povera.
Altrimenti va a cadere il concetto di Stato.
Non sono un economista, ma ho paura che in questi paesi, siano mantenute di proposito le diseguaglianze. E’ sempre comodo avere una popolazione povera per una manovalanza a basso costo. Cresce lo Stato, cresce l’economia, qualcuno si arricchisce e un giorno potrà adottare a distanza un bambino italiano.

   By Kirby

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3 risposte a “Ingenuità bambina

  1. …io infatti dopo il mio viaggio in India mi sono chiesta come si possa trovare se stessi in un paese dove il classismo e le caste la fanno da padrone…

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