Il ritorno (ultima parte)

 
Era il giorno del miracolo di San Gennaro. Nel Duomo, davanti alla folla di fedeli, si scioglie il sangue del santo contenuto nell’ampolla. Gesù si faceva spazio tra le persone, grazie alla sua puzza e all’aspetto trasandato, ottenne un posto di privilegio. Vide il cardinale sollevare l’ampolla, agitarla e il liquido vermiglio muoversi all’interno. Capì il trucco che usavano e sorrise amaramente. Gli era sembrata strana la storia del sangue, infatti i santi non fanno miracoli.
Il verbo di Dio non doveva essere diffuso tramite l’inganno, pensò, così decise di mostrare ai fedeli la verità.
Gesù allargò le braccia e stava per iniziare a parlare, quando ad un tratto una voce dall’alto lo apostrofò
“Guaglione, che fai? Rompi le scatole nella mia chiesa?”
Gesù si voltò e vide la statua di San Gennaro che lo additava minaccioso. “Se ti credi di fare quello che vuoi e portare scompiglio qui, stai proprio sbagliando”.
Gesù, provò a spiegare che la fede non deve provenire da un inganno. La parola di Dio deve essere la Verità, questi erano i principi della Bibbia, anche al costo di perdere fedeli.
La risposta di San Gennaro fu di quanto più illuminate ci fosse nella storia del cristianesimo: “Gesù, fatt i cazz tuje!”

Gesù dopo aver imparato questa nuova parabola da San Gennaro, uscì frastornato dalla chiesa. Si addentrò per i vicoli della città. Gli odori provenienti delle cucine si mischiavano nell’aria e inondavano le strade strette. A Gesù vennero alla mente i ricordi di quando era solo un bambino e giocava a piedi nudi tra le bianche strade di Nazaret. Quasi riusciva ad ingannarsi e
perso tra i pensieri non si accorse di finire dentro un altra manifestazione. A differenza delle altre, questa non era di protesta ma bensì di festa. Infatti era il gay pride di Napoli.
Gesù si ritrovo nel mezzo di trans, gay, femminielli, transgender e tanta altra gente che ballava a ritmo di musica. Una Drag queen vestita di pelle lo adocchiò e trascinò con sè in un ballo scatenato. Gesù si muoveva impacciato per via dei sandali; e ogni volta che gli pestavano i piedi guardava le stelle comete. Poi passò di mano a due lesbiche maggiorate, che lo strinsero tra i loro seni per abbracciarlo. Gesù pensò ad una nuova tentazione del demonio. Poi si ricredette quando gli offrirono un picolo involucro sfumacchiante. “Maria” gli dissero, ma lui capì Mirra e fece un tiro. Gesù partì per una via Crucis tutta sua, dove in spalla portava marijuana , a fustigarlo c’erano gli arcangeli del paradiso, mentre il bue ed asinello si occupavano del dj set di musica regge.
Gesù uscì dal trance quando arrivò Giuda a baciarlo. Quando tornò alla realta vide che in veritò a baciarlo fu Guido, gay dichiarato che gli aveva infilato mezzo metro di lingua. E Gesù pensò che dopotutto questa storia degli omoessuali non era poi così tanto male; e decise di mettere a posto tutti gli errori della chiesa, dopo aver fatto un salto a casa.
Così Gesù fece il terzo ed ultimo miracolo, ascese al regno dei cieli. Che detto in questo modo può non sembrare esaltante, ma provate voi ad ascendere mentre una folla festosa vi tira da tutte la parti.

Gesù segnò sulla sua agenda: ” Riordinare la chiesa e mandare all’inferno responsabili. Alle ore 18 del 15 aprile 3014″.

 

By Kirby

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