La Grande Bellezza

Era da tempo che volevo parlare del premiato film di Sorrentino e credo che a freddo dell’Oscar sia il miglior momento.

Cominciamo dalla fine. La grande Bellezza non è un film perfetto. Troppo lungo e pieno di scene simboliche che alla fine possono rendere estenuante la visione del film. Il film non è veloce. Lo si capisce già dai lunghi piani sequenza inziali del Gianicolo. Un limbo quello in cui vive il protagonista Jep e il suo accrocchio di amici. Un gruppo di intelletuali, borghesi, nobili, radical chic, attrici decadute e tutta la corte che si portano dietro, festeggiano come se fossero eterni e sospesi nel tempo. Incuranti della realtà che li circonda, anzi per meglio dire banchettano sui resti della grande bellezza invisibile ai loro occhi. L’unica cosa capace di riportarli alla realtà è la morte; solo per un attimo, perchè le feste li riporterà nel limbo.

Roma, non è lo sfondo della storia, Roma è il paragone, Roma è il resto mortificato di questa decadenza. La grande bellzza non è semplicemnte il monumento, ma la nostra storia e la nostra cultura o “Le radici” come sono chiamate dalla Santa. Certo, per i temi trattati potrebbe sembrare una Dolce Vita 2.0, più surreale e grottesco. Ma non è solo quello, è una prosecuzione, ci sono aspetti di assenza di narrazione diversi da Fellini. Il film è fatto di mancanze. Non ci sono poveri, non ci sono le persone oneste, non ci sono i giusti da mettere a confronto. La stessa scelta degli attori è un messaggio nascosto. La Ferilli è una donna bellissima ma comme attrice è una coatta punto. Carlo Verdone che fugge dalla città è il successore mancato di Alberto Sordi ma ormai è al guinzaglio di se stesso. I critici giudicano il film con l’unica chiave di lettura che conoscono. Ai critici mancano le tre parti classiche della storia (Introduzione – sviluppo – conclusione). Non sono abiutati ad un film fatto di vuoti. Dove quello che non è mostrato è importante quanto quello che c’è. Pretendono che il messaggio del film sia consegnato allo spettatore in un certo modo.

La Grande Bellezza è uno splendido film rarefatto da farti mancare l’aria nei suoi eccessi. E’ capace di dare messaggi diversi a seconda di chi lo guarda. Vorrei tanto che scopriste i vostri. Resta solo da capire se un opera d’arte può cambiare il corso della storia, ma questo sarà argomento di un prossimo post

By Kirby

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