Autodichia: il bello del “fo quello che cazzo mi pare”

Il vitalizio é il vessillo dei privilegi della classe politica. Tutto il movimento maturato contro “la casta” é cresciuto in seno all’iniquità e al separzione tra cittadino comune e politico. L’opinione pubblica anche se invisibile ha un suo peso. Per anni la rabbia montava ma la politica ci badava. Fino ai quando la sfiducia e l’odio hanno preso il sopravvento. L’expolit del movimento 5 stelle fu il segnale che qualcosa era cambiato.

Saltando fino ai giorni nostri, abbiamo osservato da un lato l’ex Presidente Napolitano che tra le sue ultime dichiarazioni premeva sulla necessità di frenare il movimento antipolitico dei cittadini, dall’altro Antonio Razzi, che canta in un videoclip, vantandosi delle sue incapacità e gioendo di essere preso in giro da un comico perchè così è diventato famoso. Da quando ho iniziato a seguire la politica italiana, ho scoperto che l’etica in questo campo é superflua ( a differenza degli altri stati occidentali). Emblematica é la frase : se sono condannato non posso fare il bidello, ma posso legiferare in parlamento. Tutto vero.

Così in un paese classificato tra i più corrotti dei paesi sviluppati, il numero di condannati, in via di processo e pregiudicati, in parlamento sale sempre di più. Perché sono possibili tutte queste storture e disparità? Per il principio della AUTODICHIA. Cioè la capacità del parlamento di auto regolarsi. Per questo principio i parlamentari non sono sottoposti a alle leggi sui dipendenti pubblici. Ecco il primo passo della diseguaglianza, gli aumenti di stipendio, i benefit, i riborsi, e l’amato vitalizio. Quello stipendio percepito dopo la fine mandato.

In questo paradiso di privilegi, fu la Legge Severino la prima a rompere l’idillio. I condannati decadono dalle loro cariche e non possono essere candidati ad altre elezioni. Certo con la lentezza dei processi e le continue prescrizioni il numero di persone di incandidabili è pur sempre esiguo, ma comunque é un passo. L’opinione pubblica e i sentimenti anticasta non si sono certo placati ed il recente dibattito é sull’abolizione dei vitalizi per i condannati.

Ora lo scontro é aperto tra i pochi che mostrano la volontà di abolirlo, si contrappongono due tipi di persone. Quelli come Mattarelli, che si nascondono dietro la difficoltà di abolire il vitalizio perché sarebbe anticostituzionale e chi come Pomicino sfidano apertamente l’abolizione dichiarando che sarebbe un sopruso per mogli e figli dei condannati. L’incapacità della politica di non conoscere il modo con cui cambiare una legge é imbarazzante. Non si riesce a capire dove inizia la scusante scusa della Costituzione e dove inizia l’ignoranza.

Sia chiaro che non ci sarà nessun risparmio enorme per lo Stato dati i numeri, ma è quanto meno un passo in avanti verso l’etica politica. Fino a che ci sarà Autodichia, solo l’autoregolamento e l’etica potrà restiture dignità a chi fa quello che cazzo gli pare

By Kirby

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...