Paura e delirio sul Partenope Express

Questa storia é vera ed é successa ieri

Treno FrecciaRossa Roma-Napoli delle 21e45 partenza con 10′ di ritardo.

Sono seduto nella carrozza 10 da solo nessun, altro nei tre posti disponibili. Dall’altro lato del piccolo corridoi un coppia di ragazzi fidanzati, vestiti bene lei molto bella, poteva ricordare qualcosa del tipo di MariaGrazia Cucinotta, parlava in italiano. Lui mi ricordava Totti, ma il dialetto era napoletano.
Parlo e mangiano normalmente e io intanto ero distratto dalla Settimana enigmistica.
Dopo una ventina di minuti la loro discussionee si fa accesa e attira la mia attenzione, tutto nasce da un numero di telefono presente sul telefono di lei. Da lì inizia un litigio di gelosie dove si lanciano reciproche accuse, fatto di “mi piace” fb e numero di telefono. Si trattengono dall’urlare ma le loro parole sono piene di rabbia, lui pain rticolare sembra esplodere, serra i pugni e poi inizia tutto. Lui gli va addosso col corpo e la stringe al muro come se volesse schiacciarla, poi sento un urlo trattenuto. Ho il corpo di lui davanti e non vedo cosa abbia fatto, ma capisco cosa sia sucesso:
gli infligge del dolore fisico.
Poi si calma per pochi attimi e ricominciano a litigare, e lui dopo un pò si ripete quell’atto e poi daccapo. Lei si faceva mettere le mani addosso, come se quelle violenze corporali facessero parte di una normale litigio, poi riprendeva a litigare con furia e le violenze riprendevano con più intensità.
“Chiamo mio padre” “Chiamo la polfer”, “Spero che rimane il segno, così lo faccio vedere” era quello che diceva lei. “Tu non mi minacci, a me nessuno mi minaccia” e giù violenza.

Il treno si ferma sotto la galleria e una voce avvisa che resterà fermo 15 minuti per un controllo tecnico.

Era una linea sottile di maltrattamenti che vedevo davanti a me, non una violenza fisica chiara e palese con pugni e schiaffi, ma un aggressione sottile con strette ai polsi e alle gambe, mani sulla bocca, minacce e spinte, distaccate e diluite lungo tutto il viaggio. Le persone intorno a me erano normali non so se si accorgessero quello che stava accadendo, in fondo dalla mia angolazione ero l’unico che vedeva chiaramente.
In una di queste collutazioni lei finisce con la testa della parte del muro, lui in quel momento quasi si placa e dice di non averlo fatto apposta, poi ricomincia a discutere e poi di nuovo a farle del male Lei a quel punto, vuole alzarsi e andarsene, lui la tiene ferma, allunga le gamba e le impedisce di uscire dalla sedia.
Io avevo paura, cazzo, che avevo paura e mi sentivo male, quello era pazzo, se intervengo può saltarmi addosso pensavo, un senso di nausea mi assale, mi sento come il protagonista di Arancia Meccanica dopo la cura Ludovico.
Mando un messaggio a mio padre per dirgli cosa sta succedendo, quando lui mi telefona, approffitto per alzarmi, e uscire dal vagone, voltandomi indietro vedo un nuovo nel corridoio alzato che assisteva alla scena senza intervenire. Arrivo al vagone ristorante e non c’era nessuno, continuo ad avanzare verso la testa del treno, di addetti al treno nemmeno l’ombra, verso la carrozza quattro incontro gli addetti al ristorante racconto cosa succede e una ragazza va ancora più in fondo per chiamare un capotreno. Alla fine un controllore donna va a vedere.
Il treno é quasi arrivato alla stazione e i passeggeri preparano i bagagli per uscire. Aspetto un pò con gli addetti al ristorante poi torno indietro a recuperare il mio zaino. Incontro il controllore che mi dice che é tutto apposto, che la donna, proprio la donna aveva detto che non era niente.
“Allora sono io che sono pazzo” rispondo.
“Cosa vuole insinuare?” dice lei seria
“Niente, vado a prendere il mio zaino” rispondo io senza emozioni.
Sudo, forse era solo un cazzo di incubo.

Treno FrecciaRossa Roma-Napoli arrivato alle 23e21 con 26′ di ritardo

By Kirby

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Una risposta a “Paura e delirio sul Partenope Express

  1. Sai quante donne sono in questa condizione e nn solo dicono…ma proprio son convinte che sia una cosa “normale”? Violenza fisica e psicologica. Che schifo.

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