Antonio, il nuovo idolo di Youtube Italia

Il più noto sito di condivisione video, ci ha regalato perle inestimabili di sonora bellezza nel corso degli anni. Sul podio dei ricordi ci sono Bambini poveri di Spitty cash, Trucebaldazzi con Vendetta Vera, il cui video sta per toccare le 5 milioni di visualizzazioni e in cima l’idolo dell’estate perenne, Lil Angel$.

L’ultimo astro nascente della canzone internauta si chiama Antonio, e non parlo di Antiono Nava (lui é già nell’Olimpo delle star con oltre 2 milioni di visite).

Mi riferisco ad Antonio Razzi e il suo singolo d’esordio Famme Cantà. Si distingue da tutti gli altri per lo stile, non é un giovane trucido rapper, sporco e cattivo, bensì un distinto signore colto e raffinato. Una novità accolta positivamente dalla rete, facendo rastrellare al videoclip le 150mila visualizzazioni nei primi dieci giorni.

Famme cantà” é una ballata spensierata e positiva, in netta rottura coi sentimenti di odio e vendetta a cui siamo abituati dai rapper nostrani.

La canzone, in perfetto stile satirico, narra di un senatore della Repubblica con scarsa istruzione e capcità. I suoi errori lo portano alla ribalta, e pittuosto che scusarsi, si gongola per la celebrità aquisita, e ribadisce che il suo unico interesse é lo stipendio a fine mese.

Antonio si presenta in giacca e cravatta e apre il video con un saluto furbetto, sullo sfondo un non meglio precisato lungomare (forse Pescara, data l’origine dell’autore). Il vestito é una chiara citazione alla “divisa” da politico, quasi come se il protagonista della canzone invece di andare a compiere il suo lavoro, fosse uscito a cantare per strada.

Antonio ha una faccia da piacione. Riesce ad assumere una dimensione familiare, grazie anche allo schiocco di dita e alle mosse di danza , come fosse lo zio ubriaco dopo 24 portate di un matrimonio del boss delle cerimonie.

La fotografia é un misto tra un prediciottesimo e il filmino della prima comunione. La regia semplice e minimale, senza fronzoli, la migliore scelta quando devi concentrare l’attenzione sul messaggio. Funzionale anche la sceneggiatura del video: passi di danza sul molo, un selfie con la bocca da papera, due giravolte, un occhiolino e quattro saltelli con il simpatico sconosciuto.

Tutto in perfetta armonia, per quello che sembra un progetto fatto a caso, ma in realtà ben studiato per rappresentare il protagonista della canzone.

La dote canora di Antonio non é certo la parte migliore del video, la voce incerta e poco intonata non lo porterà a Sanremo; ma per chi é cresciuto con Lil Angel$ e Trucebaldazzi, non risulterà un ostacolo e potrà concentrarsi sul significato della canzone.

Famme cantà/ tira a campà/ e fammi sognare, sono versi che racchiudono la speranza degli italiani che non si arrendono alle difficoltà e alle ingiustizie.

Se un tempo Domenico Modugno cantava la sofferenza degli emigranti con “Amara terra mia”, oggi “Famme cantà” rappresenta la canzone per chi resta a lottare in questo paese dalle tante storture e ipocrisie. Questo video dovrebbe essere trasmesso in tutte le scuole per far comprendere ai più giovani cosa li aspetta in futuro.

Una storia così, potrebbe essere d’ispirazione per il prossimo film di Nanni Moretti. Così in una fantomatica gara canora con i migliori rappresentanti della politica italiani dell’ultimo ventennio, potremmo vedere Renzo Bossi che canta “Voglio andare a vivere in campagna“, Nicola Cosentino ad intonare “Confessioni di un Malandrino” e Berlusconi alle prese con la poesia di “Bocca di Rosa“. Questi sono solo tre degli esempi che il regista del Caimano potrebbe mettere in scena. Nel paese della canzone, il connubio tra politica e musica é perfetto per un analisi politica della seconda Repubblica.

Come é prevedibile i grandi geni sono spesso incompresi e invidiati, così sfogliando i commenti al video, è pieno zeppo di offese al povero Antonio, ma é risaputo che di frustrati che riversano il loro odio nei commenti, internet é pieno. Bisogna ignorare le critiche fini a se stesse e andare dritto per la proprio strada se si vuole arrivare in alto

Noi veri intenditori sappiamo distinguere un vero talento da una ciofeca e aspettiamo con ansia l’ultimo gradino per la completa consacrazione di questo nuovo idolo: l’intervista di Andrea Diprè.

By Kirby

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