Le mezzalunate

ISIS é l’acronimo di Stato Islamico di Iraq e Siria, ed il nome del più moderno gruppo terroristico del momento. La prima cosa che penso quando sento questa sigla, sono le decapitazioni in diretta di quei poveri malcapitati, in tuta arancione; esecuzioni in diretta, di talebana memoria. Il secondo ricordo è l’attentato a Charlie Hebdo, e poi ci sono le dichiarazioni e gli omicidi in nome di Allah e dell’Islam.

Quello che mi sono sempre chiesto è se sia possibile che tutto questo sia dovuto al fanatismo religioso. Perché è questo quello che pensa lo spettatore qualunque che ascolta il TG. E la demonizzazione del musulmano diventa la cosa più facile del mondo. Le risposte le ho ottenute leggendo l’ultimo numero dell’ “internazionale”, in cui è apparso un articolo del giornale tedesco “der spiegel”, dal titolo : Lo stratega del terrore. Stiamo parlando del fondatore dell’Isis, colui che ha progettato la struttura interna del gruppo e la sua strategia di azione. Lui ha lo pseudonimo di Haji Bakr, ex ufficiale dei servizi segreti di Saddam Hussein. Una volta sconfitto il dittatore iracheno fu messo a capo dell’autorità di occupazione statunitense. Poi quando Gli usa si ritirarono dal paese sciolsero l’esercito e lui si é ritrovato disoccupato e arrabbiato, come tutti quelli lasciati senza stipendio dagli americani.

Non sto qui a ripercorrere tutte le tappe che hanno portato alla sua pianificazione e alla strategia che ha utilizzato per far raggiungere al gruppo il potere attuale. Mi soffermo sull’aspetto umano: descritto come nazionalista ma non religioso. L’architetto dell’Isis è stato ucciso nel gennaio del 2014. In quella casa perquisita sono state trovati tanti documenti ma nemmeno una copia del corano. Quando i ribelli curdi hanno fatto irruzione in casa sua, non sapevano chi fosse. Alla sua uccisione hanno raccolto tutti i suoi archivi e scoperto la verità. Il suo scopo era appunto la creazione di uno stato islamico sotto il suo dominio. Lavorava nell’ombra, tanto che come uomo bandiera “capo” dell’Isis fu messo Abu Bakr al-Baghdadi per dare un impronta più religiosa all’organizzazione.

Oramai mi è chiaro come il sole che qui la religione è solo un mezzo di propaganda, una scusa per giustificare uccisioni e rapimenti. Per chiedere riscatti e conquistare territori. La scusa per indottrinare i giovanissimi soldati o far proseliti tra i foreign fighters. Quella che poteva sembrava una guerra santa fatta da folli è l’ennesima guerra di potere ben mascherata, proprio come le nostre crociate.

Il creatore è morto, ma ha lasciato la sua struttura e i suoi metodi per finanziarsi, far propaganda ed espandersi. L’attentato a Charlie Hebdo era proprio un mezzo di propaganda per affermare la vendetta per Allah.

Nessuno può portare avanti una campagna fatta sul potere, anche se l’uomo aspira ad esso,in modo ipocrita, la sua mente ha bisogno di creare una motivazione più “alta” per avere seguaci e consenso. Creare nemici che ci attaccano e umiliano, che vogliono distruggere le nostre tradizioni e la nostra religione. La differenza tra l’uomo e gli altri animali è che il primo crea una morale per giustificare le proprie azioni. E così mentre l’occidente è disegnato come il male peccatore dalla propaganda terrorista, allo stesso modo qui si cerca il consenso sfruttando il terrorismo e generare paura verso gli stranieri e verso l’islam.

By Kirby

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Una risposta a “Le mezzalunate

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