Westworld: riflessioni sulle A.I.

La serie tv Westworld mi induce a fare alcune riflessioni sulle intelligenze artificiali (A.I)
Westword è un parco giochi per adulti ambientato nel vecchio West. Turisti falcoltosi possono fare una vacanza    in quest’epoca, cacciando banditi, salvando e facendo sesso con donzelle,  oppure al contrario scegliere di stare dalla parte del male, uccidendo e stuprando. Le attrazioni che subicono le azioni dei visitatori di questo gioco, sono degli androidi.
A.I. indistinguibili dagli umani, capaci di provare sentimenti e avere dei sogni. Anche se inizialmente quello che provano é frutto della programmazione, inizieranno a svilupparne di nuovi.
Mentre per uomo possiamo giudicare universalmente che ucciderlo è immorale; cosa possiamo dire per un A.I.?
Distruggere un frullatore non ha nessun impiego morale. Nemmeno un frullatore capace di comunicare con noi integrando un sistema alla Siri? Forse nemmeno questo ci tange.
Se invece questo frullatore avesse la capacità di provare sentimenti, di sognare, avere autocoscienza, ricordare le esperienze ed imparere sarebbe immorale distruggerlo?
Complichiamo le cose: Se l’A.I. avesse le sembianze di un essere umano come quelli di Westworld?
I sentimenti di A.I, sono frutto di righe di programmazione?  Un androide ha acciaio al posto dei muscoli e cicuiti al posto dei neuroni. Non è la vita biologica ma la vita di una macchina di cui stiamo parlando. Non sappiamo se la sua voglia di autoconservazione sia dovuta ad autocoscenza oppure voluta dal creatore.
Inoltre intelligenza e sentimenti sono due aspetti separati. Una macchina potrebbe essere anche dotata di intelletto e autoconscenza ma priva di sentimenti; al pari di essere umani affetti di gravi malattie mentali.
Cos’è che rende sacra la vita per il nostro sistema? E cosa la rende pari all’uomo? L’intelligenza? L’autocoscienza? I sentimenti? Oppure la capacità di morire? Perchè un automa è virtualmente immortale con una costante manuntenzione e sostituzione di pezzi. Proprio come il telefim, potremmo uccidere e far resuscitare un automa infinite volte.

Quello che più mi affascina di questo argomento è la scala di valori che può avere un A.I. L’uomo associa il pianto ad un sentimento negativo perchè nel suo dna ha già quest’istinto, infatti piangere è la sua prima azione. Al robot, siamo noi a dirgli di piangere se soffre o se è triste, oppure per imitazione, ma senza una scala di valori quell’azione sarebbe neutra per lui. Quindi l’androide vivendo con noi apprende il nostro sistema di valori. Una società fatta di sole A.I. avrebbe  un sistema morale completamente differente.
Per la resistenza alle malattie, per la velocità di aggiornamento, stiamo costruendo esseri superiori all’essere umano. Si lavora per mettere in produzione i robot sessuali e le stime dicono che in futuro tanti posti di lavoro saranno sostituiti dalle A.I.
Le macchine sono state create per aiutarci, quindi siamo  i giudici incondizionati della loro estenza? Credo che nel medioevo se torturavi il tuo mulo da soma, non ci fosse legge che ti condannasse; oggi la legislazione protegge anche gli esseri diversi dall’uomo. Un giorno verrebbero tutelati anche gli androdi?

Immagino un futuro dove un gruppo di disoccupati esasperati, attacca e distrugge degli automi, perchè hanno perso il lavoro per colpa loro.
Come dovrà essere processato l’uomo per distruzione di proprietà altrui o per omicidio?

By Kirby

 

 

 

Annunci

Una risposta a “Westworld: riflessioni sulle A.I.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...