Umorismo: le origini del male

Quando ero piccolo, un quaderno di mia madre che mi colpiì molto.
Sul retro c’erano una serie di vignette con delle scritte, su cui capeggiava il titolo “Strano ma vero”

Una delle scritte era: “A Siena Federico Stampa possiede 50.000 cravatte – Federico Stampa possiede una fabbrica di cravatte”

Oppure ” A Monaco George Wolf riesce ad andare in automobile senza guidare – Geroge Wolf possiede un autista”

Su questa scia erano tutte le altre frasi. La prima parte crea aspettativa, come se i protagonisti fossero dotati di poteri paranormali, nella seconda c’èra lo svelamento che in qualche modo non smentiva la prima parte.
Un semplice gioco letterario. Frasi molto ingenue a rileggerle oggi, ma per il me bambino erano una magia. Rimasi affascinato; fu il mio primo incontro con l’umorismo scritto.
Poi fu la volta del dizionario comico uscito da Topolino. Un pò come il dizionario del diavolo di Ambrose Bierce, dava definizioni umoristiche alle cose.

“Vocabolario: il pronto soccorso dell’ignoranza”
Da cui ho poi tratto il mio dizionario umoristico del sesso.

Tutto é iniziato da qui.
Credo che l’interesse per l’umorismo sia nato, oltre per il riso in sè, anche per la capacità di sorprendere i processi mentali. Quella voglia di anticonformismo che covavo sin da piccolo, ha trovato sfogo in questo filone.
Per farvi capire come la routine non mi faccia bene, una volta all’asilo ho sputato in faccia all’autista che ci accompagnava, per il semplice fatto che tutti lo salutavano col bacio, e a me sembrava banale ripetere il gesto degli altri.
La prima volta che ho scritto qulcosa di umoristico, fu una poesia in terza media.

Qualcosa di questo tipo:

All’inzio era solo un idea
poi un pensiero
piano piano si impadronisce di me
diventa un ossessione
Non potevo più farne a meno
“Dovevo invadere una pasticceria”.

La sorpresa finale che ritorna, la voglia di sorprendere con l’inaspettato. La comicità diventa il mio personale conformismo. Per essere anticonformista io dovrei essere conformista. Nelle situazioni sacre, dissacro. A scapito dei rapporti sociali, la battuta é il macro sacro acro. Per poco pesto piedi per perpetuare pedanti posizioni personali. Semplicemente sento silenzi soffocare sussurri sommessi, su solitudini sative.

Alla buona chiedo di eradicare foschi giochi. Ho in leziose mani, nove orchidee, per questo, resto su tutti un vostro zuzzurellone.
Ma la notizia più importante che voglio dirvi, per cui ho scritto tutto questo é che se siete arrivati fino a qui…avete perso il vostro tempo.

By Kirby

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