L’uomo che si è fatto da solo

Quando parliamo di “un uomo che si è fatto da solo” rimaniamo sempre affascinati. Per una società egocentrica, il pensiero dell’uomo che compie una scalata e arriva in cima con le sue forze è una bella favola; è la storia del super-uomo di Nietsche. E’ la storia di un uomo che domina sugli altri, ma prima di tutto è la storia di sacrificio. Il lavoro duro, e l’abnegazione. Nessuno interessa di un uomo che arriva in cima grazie ad una pozione magica, ad un imbroglio.

Il sacrificio quasi inspiegabilmente ha sempre accompagnato la cultura della scimmia nuda*.
Nella cultura orientale il sacrificio è un aspetto rilevante della società. La parole Kamikaze e Harakiri sono l’emblema della cultura del sacrificio. Il film Attrazione Fatale ha un finale alternativo creato per il mercato orientale, ovvero il suicidio dell’amante per far ricadere la colpa su l’uomo ed essere arrestato.
Nella cultura occidentale anche se non ha un indole così profonda, il sacrificio, ricopre un ruolo determinate. Mi hanno insegnato di Gesù che si è sacrificato per noi sulla croce, di soldati morti della guerra mondiale, sacrificatisi per noi, di partigiani morti per la libertà.

Da quando l’uomo ha cominciato a pensare, ha iniziato a riflettere sul bisogno di sacrificarsi per ottenere. I sacrifici umani e animali delle tribù primitive agli dei per garantire un successo del raccolto, sono un classico. E di contro odiamo chi guadagna senza sudare, chi fa i soldi facili. Odiamo i politici che sono seduti tutto il giorno a guadagnare tanti soldi. Odiamo gli youtuber che guadagnano senza fare niente. Odiamo gli immigrati che dormono negli alberghi a spese nostre.
Mi chiedo perchè filosofie e religioni hanno rituali sulla privazione.
Mi chiedo se tutto questo sacrificio non sia soltato una favoletta che ci raccontano per non farci diventare dei Lapo Elkann.
Mi chiedo da dove provenga questo bisogno di sacrificio della nostra specie. In fondo siamo i primi a fiondarci su di una scorciatoia (alzi la mano chi non ha mai copiato a scuola).
Forse il sacrificio è lo specchio delle società umane, il dare avere tra i rapporti delle persone, il dare avere con la natura, curo persone e piante intorno a me per raccogliere i frutti succesivamente.
Forse è questo il motivo, l’uomo è un concentrato di egocentrismo, sempre pronto a fregare il prossimo, l’altruismo è calcolato. La predica del sacrificio è fatta per calmare gli animi, canalizzare l’energia ed evitare l’autodistruzione.

*N.d.R(sembrerà pretestuoso usare la parola scimmia nuda al posto di uomo, perchè oggi fa figo grazie alla canzone di Sanremo, ma io ho il privilegio di aver già usato questo termine in tempi non sospetti)

By Kirby

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