E Buon Qualcosa a tutti voi

Il mio rapporto col Natale fino a poco tempo fa si racchiudeva in classici luoghi comuni.

– Da piccolo il Natale era magia. Per tutto quello che accade, per i regali e i dolci delle festività, per i pranzi coi parenti, per i lavoretti che ti fanno fare a scuola, la bellezza del presepe e il fascino dell’albero.

– Poi si cresce e si arriva al Natale come festa del consumismo. Esaurita la magia dell’infanzia, inizia la fase del distacco. Quella sensazione di sentirsi stupidi per aver creduto così tanto nel Natale, la bulimia di messaggi positivi che ci lasciano i film, quegli auguri che fanno tutti quasi per caso e alla fine si può arrivare anche ad odielarlo.

– Infine il rifiuto del Natale perchè festa religiosa. Fase tipica di chi è ateo come me. Il Natale è una festa religosa, e si festeggia la nascita del figlio di Dio. Una persona coerente si chiede perchè dovrebbe celebrare un qualcosa in cui non crede. Ecco si dice Buon Natale a denti stretti, si risponde con un auguri generico oppure si specifica che non si è credenti ma di fare gli auguri lo stesso. Conosco persone così e capisco perfettamente la loro coerenza. Anche io ero come loro.
Il Natale è una convenzione e ogni religione ha il proprio “Natale”, anche se non si festeggia la nascita di Gesù. Come tante altre feste e riti religiosi moderni, la loro origine risale a celebrazione pagane.
Gli stessi sacramenti del cristianesimo sono “costruiti” per accompagnare e sacralizzare l’uomo nelle tappe fondamentali della sua vita.
La nascita – Battesimo / Entrata nella società – comunione / Entrata nella vita adulta- Cresima / formazione di una coppia- Matrimonio / Morte – funerale/ Queste tappe erano già presenti nelle società tribali. I riti subiscono cambianti in funzione del tipo di società. (immaginiamo come per una tribù di cacciatori e raccoglitori, il rito dell’ingresso nella società adulta sia per un giovane il primo giorno di caccia)

Ho iniziato a cambiare idea sul Natale quando mi sono domandato la sua funzione nella società. L’uomo è un animale sociale che ha bisogno di momenti comunitari “festosi” per distendere tensioni interne. Una super-società (costituita da tante popolazione che comunicano quotidianamente) come la nostra ha bisogno di feste a larga condivisione per il bene della specie. Inoltre, l’uomo da quando ha inziato a coltivare la terra è vissuto in funzione della ciclicità. Oltre al riposo i momenti di festa servono a non rendere la tutta nostra vita uguale e monotona giorno dopo giorno.
Per quanto mi riguarda la formula augurale potrebbe anche essere “Buon lapislazzulo” ma il senso non cambierebbe.
Come membro di questa società è mio dovere condividere armonia e contribuire a rendere il Natale un giorno magico per i bambini. Perchè un bambino che crede nella magia sarà un adulto sognatore e a me i sogni piacciono.

By Kirby

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